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4 Ecommerce UX trends per il 2018



Ricreare l'esperienza del negozio fisico sullo store online (anche) grazie allo UI/UX design

Il trend delle vendite online è costantemente in crescita: nel 2018 le vendite globali sul canale ecommerce hanno raggiunto l’11,5% del totale (Emarketer). In un mercato così competitivo un business ecommerce deve puntare sul miglioramento della customer experience per acquisire vantaggi significativi.

Oltre alle funzionalità e alle performance una customer experience eccellente è determinata da una user experience e un visual storytelling coinvolgente, fondamentale per ricreare l’esperienza del negozio fisico.

Nuovi comportamenti degli utenti e nuove soluzioni tecnologiche guidano ogni anno l’approccio UX e le soluzioni di UI design nello scenario ecommerce, con trend che migliorano sia la customer experience sia la conversion rate optimization (CRO).

La division di UX e UI di Tecla ha  individuato 4 UX trend che supportano gli utenti degli store online nel loro customer journey.

1) Valorizzare il Searchandising con la full screen search box

La navigazione del catalogo da parte degli utenti sta avvenendo sempre più attraverso il motore di ricerca interno al sito: in media il 30% dei consumatori utilizza la  site-search e coloro che finalizzano l’acquisto online hanno il 91% in più di probabilità di utilizzare la ricerca sul sito rispetto a quelli che si limitano a navigare.  Queste percentuali aumentano significativamente sui dispositivi mobili, dove lo spazio limitato dello schermo mette la ricerca del prodotto sotto i riflettori: i mobile users hanno circa il 30% in più di probabilità di utilizzare la ricerca sul sito rispetto ai visitatori desktop.

Questo comportamento dei consumatori è dettato principalmente sia dal fatto che conoscono già esattamente il prodotto di cui hanno necessità sia dal fatto che la ricerca del prodotto è sempre più guidata nell’ottica di supporto all’utente: faceted search, navigazione per attributi di prodotto, prodotti raccomandati, prodotti correlati, ricerche recenti, sono tecniche di ricerca ormai consolidate che sostituiscono molto spesso la navigazione tradizionale del catalogo attraverso il menu.

In quest'ottica si è affermato il Searchandising, che unisce il concetto di on-site search e product Merchandising:  queste tecniche di ricerca vengono utilizzate in combinazione con i dati comportamentali e la marketing automation in modo da creare un’esperienza di ricerca dei prodotti che sia seamless, personalizzata e significativa per il singolo utente, diminuendo il tasso di abbandono dell'esperienza di acquisto.

A livello di UI e UX la sempre maggiore importanza della fase di ricerca del prodotto, si traduce con l’uso di modali di full screen per la ricerca, un trend che proviene chiaramente dal mobile first web design dove molte modali prendono quasi o tutto lo spazio sullo schermo.

Full Screen search Box

 

L’attenzione dell’utente viene in questo modo canalizzata sull'azione specifica di search,  supportata  da funzionalità di autocomplete e autosuggestion, governate da logiche di merchandising ( es. best search) e personalizzazione, consigliando ricerche in base al comportamento dell’utente.

2) Video product storytelling

Raccontare il prodotto attraverso informazioni complete e aggiornate, grazie a soluzioni di Product Information Management, è un must per far emergere il proprio catalogo digitale a livello SEO nel mercato che si vuole raggiungere. Arricchire la scheda prodotto con un video permette di replicare l’esperienza del punto vendita e fornire all' utente tutte le informazioni e gli usi del prodotto in maniera coinvolgente: i video sono uno medium eccellente per comunicare informazioni complesse, raccontare storie ed evocare emozioni.

B2C ecommerce come Bellroy e Beardbrand integrano i contenuti video sulle loro pagine dettaglio dei prodotti, rendendo l'esperienza di navigazione molto più divertente e informativa.  Guardando un video di un prodotto Bellroy  si ha davvero l’impressione di toccare fisicamente il prodotto: viene esplorata ogni angolazione dei loro portafogli e la capienza viene perfettamente compresa dagli utenti, così come la misura, grazie all’interazione tra prodotto e protagonista del video.

Video product Bellroy

Beardbrand utilizza video un po 'più lunghi, sotto forma di guide, per istruire i clienti su come utilizzare i loro prodotti, veri e propri tutorial che mostrano consigli e risultato dell’utilizzo del prodotto.

Beardbrand Video

In ambito B2B i video migliorano sensibilmente la customer experience dell’utente soprattutto in caso di video tutorial sulle soluzioni software o di video che mostrano l'utilizzo di macchinari nei contesti d’uso reali.

3) Migliorare la customer experience con le microinterazioni

Da quando Facebook ha aggiunto il pulsante "Mi piace" ai suoi post l'utilizzo delle microinterazioni è diventato un driver della UX. Quello che è iniziato come un modo per valutare i post dei social media è cresciuto fino a diventare uno dei più popolari trend di applicazioni e siti Web per il 2018.

L’obiettivo delle microinterazione è di rendere più concreta l’esperienza online e supportare l’utente a visualizzare il risultato delle proprie azioni.

Durante l’esperienza di acquisto online il contatto deve essere “abituato” a interagire effettivamente sullo store, al di là dell’obiettivo di conversione finale, ovvero l’acquisto, ad esempio lasciando una review su un prodotto o iscrivendosi alla newsletter. Una piccola animazione ricompensa e incorraggia l’utente a compiere la stessa azione in futuro. Alcuni esempi di microinterazioni sono:

  • il pulsante di call to action che cambia stato e colore all’ hover e poi al click
  • il minicart nell’header o nella side bar che evidenzia con un'animazione l’aggiunta del prodotto al carrello
  • l’autocomplete nella search box

Le microinterazioni devono far risparmiare tempo comunicando istantaneamente le informazioni in modo da non annoiare o distrarre l'utente, catturando la sua attenzione nell’ottica di un’esperienza che valorizza ogni step del purchase journey.

4) Ricreare il contesto d’uso del prodotto con la “vendita guidata”

Soluzioni di “vendita guidata” (guided selling) di un prodotto o servizio su un sito ecommerce pongono l’attenzione sullo stile di vita del consumatore e sul contesto d’uso del prodotto, che può realmente fare la differenza nell’esperienza di acquisto.

La vendita guidata non riguarda necessariamente le informazioni di prodotto e non sempre cerca di rendere i prodotti meno complessi, ma piuttosto il suo obiettivo è di rendere più facili le decisioni di acquisto complesse. Una decisione complessa è quella che richiede molta conoscenza su come utilizzare un prodotto, su come si inserisce nelle abitudini e nel lifestyle dei consumatori, su quali sono gli altri prodotti che lo completano, soprattutto nella customer experience B2C.

Nell’esperienza di acquisto B2B i configuratori di prodotto che mostrano ai buyer tutte le varianti e le personalizzazioni possibili, hanno il loro focus nelle caratteristiche di prodotto, soprattutto per quanto riguarda i settori impiantistica e componentistica. Guidare l’acquisto in base ai contesti d’ uso è un trend che nel B2B si sta invece affermando soprattutto nel settore dei prodotti finiti

A livello di User Experience la vendita guidata significa porre domande agli shoppers sull’utilizzo che devono fare di un determinato prodotto, in modo da:

  • comprendere le esigenze dei consumatori
  • dare un significato a quelle esigenze, collegandole ai prodotti disponibili e all’inventory
  • raccomandare prodotti specifici per incontrare le esigenze dei consumatori
  • fornire informazioni aggiuntive per aiutare i consumatori a sentirsi più sicuri riguardo l’acquisto

Oltre ai configuratori si sta sempre più affermando l’utilizzo di Digital Shopper Assistant, gestiti con soluzioni cognitive, IBM Watson in primis,  che comprendendo il linguaggio naturale dialogano con l’utente fino a identificare un prodotto che risponde alle sue esigenze nel contesto d'uso reale. North face ha per primo implementato  l'intelligenza di Watson nel suo motore di ricerca, che guida l'utente verso l'acquisto, rendendolo protagonista di uno storytelling costruito intorno a lui.

Watson NorthFace

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